Gusto
Ci sono sapori che ancora prima di essere gustati passano dalle mani, dall’odore della terra, da un gesto ripetuto da generazioni. Il gusto, in Umbria, ha spesso la forma del pane caldo che accoglie l’olio appena franto, il profumo scuro del tartufo liberato dalla terra, la fibra tenera di un’erba spontanea raccolta lungo un campo.
Da Torre del Nera il territorio si scopre anche così, attraverso ciò che si assaggia ma soprattutto attraverso ciò che precede l’assaggio. Scheggino e la Valnerina custodiscono un rapporto antico con la terra e con i suoi prodotti. Il tartufo non è solo un ingrediente prezioso, l’olio non è solo condimento, il vino non accompagna soltanto la tavola. Tutti questi prodotti hanno una relazione con il luogo da cui provengono.
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A Montefalco, il tour da Montioni accompagna dentro una delle zone più rappresentative del gusto umbro. L’esperienza inizia alle 10:30 e dura circa quattro ore, con una visita guidata tra vigneto, uliveto, cantina e frantoio.
Dalla collina lo sguardo si apre sulle principali località storico-artistiche della regione, prima di arrivare all’assaggio. La degustazione comprende cinque vini e olio extravergine d’oliva estratto a freddo, seguiti da un pranzo light ispirato ai sapori della tradizione umbra, con prodotti del territorio e preparazioni semplici che valorizzano ingredienti stagionali.
La Strada del Sagrantino attraversa le colline dell’Umbria centrale e unisce cinque comuni della provincia di Perugia: Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi. È un itinerario enogastronomico nato intorno al Sagrantino di Montefalco DOCG, ma capace di raccontare anche l’olio extravergine, i borghi medievali e il paesaggio agricolo.
Lungo il percorso si incontrano cantine, produttori e centri storici. Si possono degustare Sagrantino secco e passito, Rosso di Montefalco e Trebbiano Spoletino, oppure seguire uno dei 27 sentieri ufficiali dedicati alla scoperta di questa parte dell’Umbria.
La raccolta delle erbe spontanee riporta il gusto a un gesto antico: camminare, osservare, riconoscere. Non c’è nulla di costruito in questa esperienza. Si segue chi conosce il territorio e sa leggere nei campi ciò che altri attraverserebbero senza vedere.
Poco alla volta cambia il modo di guardare. Una foglia, un odore, una piccola pianta diventano indizi di una cucina nata dalla necessità e dalla familiarità con la terra. Le erbe spontanee raccontano una sapienza domestica, fatta di stagione e memoria.
La caccia al tartufo comincia nel silenzio del bosco. Si cammina dietro al cane e al tartufaio, aspettando che sia il terreno a dare un segnale. È un’esperienza fatta di attenzione più che di movimento, perché il tartufo non si mostra, ma si intuisce.
Quando affiora, porta con sé qualcosa di immediato e profondo. Il profumo arriva prima di ogni spiegazione e restituisce il senso di un legame antico tra Scheggino, la Valnerina e questo prodotto. Cercarlo nel bosco permette di comprenderne il valore attraverso il gesto della scoperta e il rispetto per una conoscenza tramandata nel tempo.

